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Social networks e italiani: i dati del 2019



Pubblicato: 20-06-2019 Social Media

È appena uscita l’edizione 2019 dell’analisi realizzata da Blogmeter; la ricerca che mette in luce i nostri comportamenti quando si parla di social networks.

Perché usiamo i social networks? Quanti profili possediamo? Quanto tempo trascorriamo su queste piattaforme? Continuando a leggere questo articolo troverete risposte interessanti a queste e a molte altre domande.

Facebook, Youtube e Whatsapp sono utilizzati dal 90% degli Italiani, ma è ormai parecchio tempo (e parecchio dimostrato) che i social più visual sono in costante ascesa. Instagram e Pinterest nel 2019 sono stati raggiunti rispettivamente dal 71% e dal 42% degli utenti attivi sui social. Un trend opposto è invece quello che caratterizza Twitter e Skype, scesi al 53% e 60%. 

La ricerca di Blogmeter distingue due tipologie di social media, o meglio di comportamenti di utilizzo da parte degli utenti, per comprendere in maniera più precisa quanto spesso siamo sui social e con quale intento. Da un lato ci sono i social di “cittadinanza”, utilizzati più volte per rimanere aggiornati su cosa fanno i nostri amici; mentre dall’altro ci sono i social “funzionali” su cui gli utenti accedono una volta ogni tanto (pensiamo a Tripadvisor). La tendenza più dilagante è decisamente quella volta all’intrattenimento; e dunque ai social di cittadinanza: Instagram ha registrato un +15% negli ultimi 3 anni, Pinterest un +7%, Telegram un +8% e Youtube un +4%. Whatsapp registra la percentuale più bassa di funzionalità; d’altronde raramente accediamo sulla piattaforma di messaggistica una tantum! Mentre Skype la più alta: 41%. 

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Perché gli Italiani usano i social

Ma perché usiamo i social? Quali sono i contenuti che maggiormente ci piacciono? E soprattutto: ci piace seguirli o produrli? Blogmeter offre dati interessanti anche in questo ambito:

  • 43% contenuti altrui
  • 35% produzione personale e interazione con quelli altrui
  • 12% scrittura post
  • 10% commenti ai post altrui

A leggere i contenuti creati da altri sono soprattutto i giovanissimi, instancabili seguaci di influencer e brand; il 69% del totale è infatti costituito da giovani tra i 15 e i 24 anni. La ragione risiede principalmente in uno dei motivi più comuni per cui gli utenti accedono sui social networks: la ricerca di idee e ispirazione. 

In base ai bisogni il podio dei social networks che vede il medagliere di Youtube in super rimonta.

  • Svago (Youtube +20%, superando Facebook e Instagram)
  • Ricerca di ispirazione (Youtube +4% e si ritrova al primo posto)
  • Condividere momenti (Youtube è una new entry nella classifica, ma tuttavia non supera Facebook al primo posto e Instagram al secondo con +8%)
  • Seguire celebrities (Instagram si conferma al primo posto con un incremento dell’11%, seguita da FAcebook e Twitter)
  • Informarsi (Youtube +2%)
  • Scoprire prodotti e leggere recensioni (Facebook, Tripadviso e Youtube con +4%)
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Italiani e annunci sponsorizzati sui social

35 milioni di Italiani sono attivi sui social networks e la pubblicità su queste piattaforme è ormai irrinunciabile per qualunque brand. Ma qual è l’atteggiamento degli utenti rispetto alle sponsorizzazioni? Che compaiano tra le stories, come carosello nel feed o nel mezzo di un video, a seconda del social cambia la percezione delle persone. Ad esempio, su Facebook per il 45% degli utenti i post sponsorizzati risultano interessanti suggerimenti, mentre un 17% addirittura non ci fa caso e su Instagram le percentuali sono pressocché simili. Youtube presenta una situazione decisamente diversa, in quanto per il 65% degli utenti i video inserzioni sono fastidiose. 

Insomma: i social networks svelano che è in crescita la percentuale di utenti che riconosce l’utilità degli annunci sponsorizzati (+19% su Facebook, +7% Instagram, +10% Youtube rispetto al 2018), mentre viceversa confermano che la pubblicità interruttiva è percepita negativamente dai consumatori.

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Gli Italiani amano le stories 

Il successo del formato story su Instagram ha fatto sì che Zuckerberg introducesse tale funzionalità anche su Facebook. E la scelta è stata davvero vincente, considerando che 1 utente su 3 preferisce le stories ai post nel feed. Il motivo più gettonato in base alla ricerca sembra essere che i contenuti di 24 ore permettono di essere sempre aggiornati in tempo reale, soprattutto per il target tra i 15 e i 24 anni. Ma costituiscono anche l’ambito in cui gli utenti, che solamente per il 35% creano post personali, diventano particolarmente attivi nella creazione di contenuti originali; anche in questo caso sono i giovani tra i 15 e i 24 anni a fare da capofila.

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Italiani e influencer

La parola “influencer” è ormai parte del vocabolario comune, così come la sua attività. Ma per quale ragione gli utenti seguono un influencer? E quale target è il seguace più fervente? Anche in questo caso i giovanissimi che seguono influencer il 23% in più rispetto al totale del campione esaminato da Blogmeter. Anche il 39% delle donne e degli addicted (che hanno dai 7 account social in su) seguono le social icon: l’8% in più della media totale. 

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Identikit degli utenti italiani

Quante identità possiede ognuno di noi? Ora, non vogliamo di certo scomodare Pirandello con il suo “uno, nessuno e centomila”, ma questa domanda non è poi così fuori luogo. Quanti di noi sono infatti presenti su più di una piattaforma social? In base al numero di account che possiedono gli Italiani, Blogmeter ha definito tre categorie: Focused, Mixers e Addicted. Il 2019 sta vedendo una decisiva migrazione di utenti dai Focused ai Mixers, con la conseguenza che aumentano i social su cui ogni utente è attivo. 

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